Capitolo 3: Aggressione — Parte Prima

Wei WuXian avrebbe voluto sciacquarsi il viso così da poter studiare il volto del proprietario originario del suo corpo, tuttavia nella stanza non vi era acqua, neppure per bere o per lavarsi. L’unico contenitore simile a un catino serviva probabilmente – sospettava – come gabinetto, piuttosto che per pulizia personale.

Spinse contro la porta, trovandola però chiusa da un chiavistello, verosimilmente per impedire che si avventurasse fuori. Nulla di ciò gli fece minimamente provare la gioia della reincarnazione!

Concluse che avrebbe potuto, a questo punto, sedere nella posizione del Loto[1] e abituarsi alla sua nuova dimora.

Il tempo scorse e il giorno passò. Quando riaprì gli occhi, ormai la luce del sole si riverberava all’interno passando attraverso gli spiragli della porta e delle finestre. Nonostante fosse in grado di alzarsi in piedi e camminare, si sentì comunque debole e con capogiri.

 

Wei WuXian rimase perplesso: La quantità di energia spirituale di Mo XuanYu è tanto insignificante da poter essere ignorata, quindi non dovrebbe esservi una ragione per cui io non possa controllare il suo corpo a dovere. Perché non funziona?

 

In quel momento, un brontolio si levò dal suo stomaco e si rese conto che il problema non era affatto legato ai suoi poteri spirituali. Difatti, il motivo era che quel corpo non aveva mai praticato l’inedia e soffriva quindi la fame. Se non si fosse procurato del cibo, sarebbe potuto diventare il primo demone maligno a morire di fame al suo arrivo.

 

Wei WuXian sollevò un piede ed era sul punto di aprire la porta con un calcio quando, all’improvviso, sentì il suono di passi che si avvicinavano. Qualcuno batté contro la porta e grugnì: “È ora di mangiare!”

 

Nonostante ciò, non vi era segno alcuno che la porta sarebbe stata aperta. Wei WuXian abbassò lo sguardo e vide aprirsi, ai piedi della porta, una porticina più piccola con una ciotola di modeste dimensioni posizionata di fronte ad essa.

 

Il servitore all’esterno urlò di nuovo: “Avanti, su! Che stai aspettando? Metti fuori la ciotola quando hai finito!”

La porticina era di poco più piccola di quelle pensate per farvi passare attraverso i cani. Non consentiva il passaggio di umani, ma delle ciotole potevano essere fatte entrare senza problemi.

Vi erano due piatti e una porzione di riso, per nulla invitante.

 

Wei WuXian giocherellò con le bacchette che erano state infilate nel riso, provando una buona dose di scontento.

Il Patriarca di YiLing era appena tornato nel regno dei mortali, eppure le prime cose che aveva trovato ad accoglierlo erano state un calcio e una ramanzina, per non parlare degli avanzi servitigli come pasto di benvenuto. Dov’era lo spargimento di sangue? La carneficina senza pietà? La distruzione assoluta? Chi gli avrebbe creduto? Era come la tigre in una pianura, come il drago in acque in secca, come la fenice senza piumaggio… Privato della sua forza e sminuito da quanti erano più deboli di lui.

 

Allora, il servitore all’esterno parlò di nuovo, stavolta ridendo: “A-Ding![2] Vieni qui!”

La dolce voce di una fanciulla rispose in lontananza: “A-Tong, stai portando di nuovo il cibo a quello lì dentro?”

A-Tong schioccò la lingua: “Per quale altro motivo sarei venuto in questo malaugurato cortile?”

 

La voce di A-Ding suonò più vicina, come se fosse di fronte alla porta: “Porti un pasto al giorno e a nessuno interessa se sei pigro. È un compito così semplice eppure tu lo ritieni pedante e inquietante. Guardami. Sono così indaffarata da non poter neppure uscire a giocare.”

A-Tong si lamentò: “Portargli da mangiare non è l’unica mansione che ho! Come ti viene il coraggio di uscire, poi, in questi giorni? Con così tanti Cadaveri Ambulanti[3] lì fuori, si stanno tutti chiudendo nelle proprie case!”

 

Wei WuXian si chinò vicino alla porta, ascoltando mentre mangiava.

Apparentemente, da qualche tempo addietro, il Villaggio Mo non era in quiete. I Cadaveri Ambulanti, come il loro nome suggeriva, erano persone morte che potevano muoversi: un tipo di cadaveri alterati[4] di basso livello. A meno che la persona deceduta non covasse forte risentimento, erano di solito assenti e arrancanti. Non erano eccessivamente pericolosi, ma erano abbastanza da allarmare la persona comune, specialmente per via del loro tanfo rivoltante.

Tuttavia, per Wei WuXian, si trattava dei burattini più ubbidienti. Quando li sentiva nominare, provava addirittura un senso di familiarità.

 

A-Tong sembrò fare una smorfia: “Se vuoi uscire, devi portarmi con te così che io possa difenderti…”

A-Ding rispose: “Tu? Difendere me? Smettila di vantarti. Sei sicuro di poter sconfiggere quelle cose?”

A-Tong disse amaramente: “Se non posso sconfiggerli io, neanche altri potranno.”

A-Ding rise: “Come fai a sapere che altre persone non possono sconfiggerli? Sta’ a sentire — oggi alcuni Cultori sono arrivati al Villaggio Mo. Ho sentito che vengono da una Scuola importante! La Signora sta parlando con loro nell’edificio principale e tutto il paese sta assistendo. Non senti il clamore? Non ho tempo per giocare con te; potrebbero darmi altro lavoro da fare dopo.”

 

Wei WuXian ascoltò attentamente. Di certo il suono sommesso di persone concitate proveniva da est. Rifletté per un momento, si alzò e diede un calcio alla porta. Il chiavistello si spezzò con un clang.

 

In quel momento, i due servitori, A-Ding e A-Tong, stavano corteggiandosi l’uno con l’altra e urlarono appena la porta si aprì all’improvviso. Wei WuXian gettò via la sua ciotola e uscì, sussultando per il bagliore della luce del sole. Si portò una mano alla base della fronte e chiuse gli occhi per un attimo. Proprio allora, A-Tong urlò addirittura più forte di A-Ding, ma dopo aver osservato meglio e realizzato che si trattava di Mo XuanYu, la persona che tutti potevano umiliare, gli tornò il coraggio. Pensò di aver probabilmente perso la faccia di fronte a A-Ding, e volle rimediare, quindi balzò in avanti e agitò le mani come se stesse scacciando un cane: “Sciò, sciò! Vai via! Perché sei uscito?”

A-Tong lo stava trattando peggio di come si tratta un mendicante o una mosca. Il più delle volte, tutta la famiglia Mo trattava Mo XuanYu in quel modo perché questi non opponeva mai resistenza. Wei WuXian diede un debole calcio a A-Tong, facendolo cadere, e rise: “Che sfacciataggine, per un semplice bambino tuttofare, umiliare altri in questa maniera!”

 

Con ciò, si diresse verso il clamore ad est. Molte persone si affollavano di fronte alla Sala Est. Appena Wei WuXian mise piede nel cortile, una donna parlò con una voce di qualche tono più alta di quelle degli altri: “Anche un membro della generazione più giovane della nostra famiglia era un Cultore…”

Doveva trattarsi della Signora Mo che cercava di tessere nuovamente relazioni con la famiglia di Cultori. Wei WuXian non aspettò che finisse di parlare e si spinse rapidamente attraverso la folla, entrò nella sala e ghignò. “Arrivo! Arrivo! Sono Qui!”

 

Una donna di mezza età sedeva nella sala, con un aspetto curato e vestiti stravaganti. Era la Signora Mo. Il marito di lei le sedeva di fianco e dalla parte opposta sedevano alcuni giovani vestiti di tuniche bianche.

Alla vista di un matto trasandato che sbucava dalla folla, tutte le chiacchiere si arrestarono di colpo, ma Wei WuXian parlò lo stesso spudoratamente, come se non avesse notato l’atmosfera immobile: “Chi mi stava nominando prima? Sono l’unico ad essere stato un Cultore!”

C’era troppa cipria sul suo viso e, sorridendo, la fece cadere e spargere ovunque. Un giovane Cultore era sul punto di scoppiare a ridere e si lasciò sfuggire un lieve pfft. La sua espressione tornò seria quando un altro giovane, apparentemente a capo del gruppo, gli rivolse uno sguardo di monito.

 

Wei WuXian cercò l’origine di quella voce e osservò attentamente la sala.

Inizialmente, aveva immaginato che i servi fossero ignoranti e stessero ingigantendo la situazione, ma rimase stupito nel vedere che si trattava realmente di discepoli appartenenti ad una “Scuola di prim’ordine”.

Con le loro tuniche dalle lunghe maniche mosse dal vento e le loro cinture leggere e quasi fluttuanti, erano di certo una gioia per gli occhi. Dall’uniforme si capiva immediatamente la loro appartenenza alla Scuola di GusuLan. Dovevano fare parte della nuova generazione avente legami di sangue con il Clan Lan, dal momento che tutti indossavano intorno alla fronte dei nastri bianchi dello spessore di circa un dito, con sopra ricamato un motivo con delle nuvole.

Il motto della setta GusuLan era “Sii virtuoso”. Il nastro sulla fronte simboleggiava la loro “autodisciplina e corretta condotta” e il motivo con le nuvole era il segno distintivo della famiglia Lan. Cultori provenienti da altre famiglie non potevano adornarsene.

A Wei WuXian veniva mal di denti ogni volta che vedeva qualcuno della Scuola Lan. Nella sua vita precedente, aveva sempre considerato l’uniforme di quella Scuola simile a degli abiti “da lutto”[5], impossibile da confondere.

 

La Signora Mo non vedeva suo nipote da qualche tempo, e le furono necessari dei lunghi istanti per superare il proprio sgomento, dopo che si fu resa conto di chi fosse quel tale truccato in modo così pesante.  Ne fu furiosa, ma non volle perdere le staffe e scomporsi, quindi abbassò la voce e disse, rivolta al marito: “Chi lo ha fatto uscire? Riportatelo dentro!”

Prontamente, suo marito sorrise, cercando di calmarla e si avvicinò con uno sguardo seccato, pronto a sbattere fuori l’intruso. Tuttavia, Wei WuXian improvvisamente si gettò in terra, incollandosi al pavimento. Nessuno riuscì a tirarlo su, neppure quando furono chiamati più servitori per aiutarli.

Più il viso della Signora Mo si scuriva, più il marito cominciava a sudare freddo. Rimproverò: “Tu… maledetto pazzo! Se non torni dentro immediatamente, aspetta e vedrai come ti punirò!”

 

Sebbene chiunque al villaggio Mo sapesse che c’era un giovane nella famiglia Mo che aveva perso il senno, Mo XuanYu si era nascosto in quella stanza buia da un paio d’anni, troppo spaventato per uscirne. Dopo aver visto come sia la sua faccia che le sue azioni erano simili a quelle di un mostro, la gente cominciò a bisbigliare, pregustando un interessante spettacolo.

 

Wei WuXian parlò: “Se vuoi, posso pure tornare dentro.”

Puntò il dito verso Mo ZiYuan: “Ma prima, digli che deve restituirmi le cose che mi ha rubato.”

Mo ZiYuan non si aspettava che quel lunatico buono a nulla potesse avere il fegato per creare guai in quel momento, soprattutto dopo la punizione del giorno precedente. Impallidì: “Non dire assurdità! Quando mai ho rubato le tue cose? P-perché dovrei rubarti qualcosa?”

Wei WuXian disse: “Sì, giusto. Non hai rubato: hai saccheggiato!”

 

La Signora Mo non aveva ancora detto nulla, ma Mo ZiYuan era furioso e alzò il piede per prenderlo a calci. Tuttavia, uno dei ragazzi vestiti di bianco, che portava con sé una spada, mosse leggermente un dito e Mo ZiYuan scivolò, cadendo a terra e non riuscendo a far altro che sfiorarlo appena con il piede. Nonostante ciò, Wei WuXian rotolò comunque a terra come se avesse realmente ricevuto un calcio e aprì la parte anteriore della sua veste, mostrando l’impronta che Mo ZiYuan gli aveva lasciato il giorno prima.

 

I presenti, ovviamente, ritennero impossibile che Mo XuanYu potesse essersi colpito da solo. Considerando anche il fatto che Mo ZiYuan era sempre stato sconsiderato e arrogante, chi altri avrebbe potuto fare ciò?

Non importavano le circostanze; la famiglia Mo si comportava in modo troppo spregiudicato nei confronti del loro consanguineo. Era evidente che non fosse così fuori di senno quando era inizialmente tornato in paese, quindi doveva senza dubbio esser peggiorato per via dei suoi familiari.

Ad ogni modo, ogni cosa era ben accetta fintanto che vi fosse un bello spettacolo da guardare. E quello era qualcosa di gran lunga molto più interessante dei Cultori venuti da fuori!

 

Prima della scenata, la Signora Mo lo aveva semplicemente ignorato, dal momento che non le importava di iniziare una discussione con una persona instabile. Ma adesso aveva una certezza: Mo XuanYu era senza dubbio giunto lì preparato. La sua mente non era annebbiata e li stava screditando deliberatamente.

Provò al contempo astio e sgomento: “Stai facendo questa scenata di proposito, non è così?”

Wei WuXian replicò senza scomporsi: “Ha rubato le mie cose e sono qui per riprendermele. Questo sarebbe ‘fare una scenata’?”

 

La Signora Mo non poteva né percuoterlo né cacciarlo, non con così tanti occhi curiosi addosso. La rabbia ribollì in lei e poté solo cercare un compromesso tra le parti: “Rubare? Saccheggiare? Sono parole irrispettose, se vuoi la mia opinione. Facciamo tutti parte di un’unica famiglia e lui voleva solo guardarle. A-Yuan è tuo fratello minore[6], quindi che male c’è nel prendere qualcuna delle tue cose? In qualità di fratello maggiore, non dovresti essere così riluttante nel prestare uno o due giochini; non è che poi non te li renda.”

I ragazzi della Scuola Lan si guardarono l’un l’altro sgomenti. Questi giovani erano cresciuti in un Clan di Cultori, esposti allo splendore e a null’altro. Probabilmente non avevano mai assistito a farse del genere prima di allora, né ascoltato quel tipo di ragionamento.

 

Wei WuXian rise in modo isterico nella sua testa mentre estendeva la sua mano di fronte a sé. “E allora restituiscile.”

Ovviamente era impossibile che Mo ZiYuan potesse restituire alcunché, avendole buttate o distrutte. Se anche avesse potuto renderle, il suo orgoglio non glielo avrebbe permesso.

La sua faccia prese una sfumatura violacea a causa della rabbia e urlò: “… Madre!” Il suo sguardo era furioso: Davvero permetti che mi tratti così?

La Signora Mo lo guardò torva, facendogli cenno di non peggiorare la situazione.

Ma Wei WuXian parlò di nuovo: “Non solo non avrebbe dovuto rubare le mie cose, non avrebbe dovuto farlo nel cuore della notte. Tutti sanno che a me piacciono gli uomini. Anche se lui non ha vergogna, io so bene che non devo sollevare sospetti.”

La Signora Mo sussultò e sbottò: “Ma che stai dicendo, di fronte a tutto il paese? Che svergognato — A-Yuan è tuo cugino!”

 

Quanto a sregolatezza, Wei WuXian era di certo un genio. In passato, in caso desiderasse perdere il controllo, avrebbe dovuto tener conto della propria posizione sociale. Ma, ora, sarebbe stato inevitabilmente considerato un lunatico, quindi poteva fare quel che gli pareva, in qualunque modo lo desiderasse.

Rizzò il capo e ribatté, con aria di sfida: “Pur sapendo che sono suo cugino, ha deciso di non evitarmi, quindi chi è più spudorato? Non mi importa della reputazione, ma che non rovini la mia innocenza! Voglio ancora trovarmi un brav’uomo!”

 

Mo ZiYuan lanciò un grido e tentò di tirargli addosso una sedia. Non appena Wei WuXian ebbe notato che era sul punto di andare su tutte le furie, rotolò su un lato per poi alzarsi, scansandosi in modo la sedia colpisse solo il pavimento, rompendosi. Le persone nella Sala Est, inizialmente estasiate per le disgrazie della famiglia Mo, si erano disperse dopo l’inizio della lite.

 

Wei WuXian si precipitò verso il gruppo di giovani del Clan Lan, rimasti a bocca aperta per via della scena, e urlò: “Avete visto tutti? Avete visto? Il ladro vuole anche picchiare qualcuno! Che crudele!”

Mo ZiYuan lo inseguì e stava per avventarglisi addosso quando il capo del gruppo di ragazzi si affrettò a bloccarlo: “Per favore, calmatevi. Le parole sono più utili e forti delle armi.”

La Signora Mo vide che il ragazzo stava deliberatamente proteggendo il lunatico e si stampò in faccia un sorriso diffidente. “Questo è il figlio di mia sorella minore. Non ha tutto a posto qui dentro; tutti al Villaggio Mo sanno che è un lunatico e che spesso dice cose strane che non dovrebbero essere prese sul serio. Per favore, Cultori…”

Prima che potesse finire la frase, la testa di Wei WuXian spuntò da dietro la schiena del ragazzo e si accigliò. “Chi dice che le mie parole non debbano essere prese sul serio? Prova a rubarmi qualcosa di nuovo. Ruba qualcosa e ti taglierò una mano!”

 

Inizialmente, Mo ZiYuan era stato trattenuto da suo padre ma, dopo aver sentito questo, fu di nuovo sul punto di perdere la pazienza. Wei WuXian si precipitò fuori e il ragazzo bloccò immediatamente l’ingresso, cambiando argomento con tono serio. “Allora, occuperemo per la notte il Cortile Ovest. Per favore, ricordatevi delle cose di cui abbiamo parlato – dopo il tramonto, che tutti chiudano le finestre, che nessuno esca fuori, o peggio, si avvicini al cortile.”

La Signora Mo stava tremando per la rabbia. “Sì, sì, per favore…”

Mo ZiYuan trovò la cosa assurda: “Madre! Il pazzo mi ha insultato davanti a così tante persone, ed è tutto qui? Me l’hai detto prima; mi hai detto che era solo un…”

La Signora Mo tuonò: “Sta’ zitto. Non puoi aspettare finché non rientriamo?”

Mo ZiYuan non si era mai trovato così svantaggiato o disonorato prima di allora e il rimprovero di sua madre peggiorò solo la situazione. Era pieno di risentimento, e pensò, Questo lunatico lo finisco, stanotte!

 

Dopo che Wei WuXian smise di dare di matto, uscì dalla casa della famiglia Mo e mostrò la sua faccia nel villaggio. Pur avendo sorpreso innumerevoli persone, stava, a dirla tutta, gustandosi ogni istante; capiva finalmente le gioie di essere un pazzo. Stava persino cominciando ad approvare il trucco che lo faceva assomigliare ad un fantasma impiccato, sentendosi quasi riluttante all’idea di lavarlo via. Si aggiustò i capelli e si guardò i polsi. I tagli non accennavano a guarire, il che significava che una piccola vendetta come questa non sarebbe stata approvata dalla tecnica proibita.

Avrebbe davvero dovuto eliminare la famiglia Mo? Onestamente, non sarebbe stato un obiettivo troppo difficile da svolgere.

 

Wei WuXian passeggiò fino a tornare al Cortile Ovest della residenza Mo. I discepoli del Clan Lan erano disposti in piedi sui tetti e sui muri, discutendo tra loro, i loro volti solenni e seri.

Sebbene la Scuola di GusuLan avesse contribuito notevolmente all’assedio nei suoi confronti, a quel tempo quei ragazzi non erano ancora nati o erano ancora bambini piccoli. Non avrebbe dovuto indirizzare il proprio odio verso di loro, quindi Wei WuXian decise di fermarsi e osservare cosa avessero intenzione di fare. Dopo un po’ di tempo, percepì qualcosa che non gli tornava.

Perché le svolazzanti insegne nere poste sui tetti e sui muri gli sembravano così familiari? Questo tipo di Insegna veniva chiamata “Insegna di Attrazione Demoniaca”.

Se fosse stata messa addosso ad una persona vivente, avrebbe attratto tutti gli spiriti, i fantasmi, i Cadaveri Ambulanti o le creature malvagie presenti entro una certa area, in modo tale da attaccare solo quella determinata persona. Poiché la persona che portava I’Insegna si trasformava in un bersaglio vivente, l’Insegna veniva chiamata anche “Insegna Bersaglio.”

Poteva anche essere installata su una casa, ma in quel caso era necessario che vi fossero persone vive al suo interno. In quel caso il raggio di azione si espandeva per comprendere tutti quelli che si trovavano all’interno della casa. Siccome vi era sempre un’energia sinistra che si concentrava intorno al luogo in cui le insegne venivano installate, aggirandovisi intorno come un vorticoso vento nero, queste venivano chiamate anche “Insegne del Vento Nero”. Il fatto che avevano disposto le bandiere nel Cortile Ovest e che non permettevano a nessuno di avvicinarsi significa che volevano condurre lì i Cadaveri Ambulanti per catturarli tutti in un colpo solo.

Per quanto riguardava, invece, il motivo per cui gli sembravano familiari… Come avrebbero potuto non essergli familiari? L’inventore delle “Insegne Attira Fantasmi” non era altri che il Patriarca di YiLing!

A quanto pareva, nonostante apparentemente il mondo dei Cultori lo odiasse, ancora usava le invenzioni da lui create.

 

Un discepolo che si trovava in piedi sul tetto lo vide indugiare e disse: “Per favore, tornate dentro. Questo luogo non è adatto a qualcuno come voi.”

Nonostante lo stesse cacciando, lo faceva per gentilezza e comunque il tono era diverso da quello dei servitori della famiglia Mo. Wei WuXian lo colse di sorpresa e con un rapido balzo afferrò una delle insegne. Il discepolo, sorpreso, salto giù per inseguirlo: “Non muovetevi. Non è qualcosa che dovreste prendere.”

Wei WuXian urlò, correndo via; sembrava realmente un pazzo, con i capelli arruffati e i suoi movimenti scomposti e agitati: “Non te la ridò, non te la ridò! Voglio questa cosa! La voglio!”

Il discepolo lo raggiunse in pochi passi e lo afferrò per un braccio: “Se non la restituisci, ti meno!”

Wei WuXian tenne stretta l’Insegna, senza alcuna intenzione di lasciarla. Il capo dei ragazzi stava curando la disposizione delle insegne e balzò giù dal tetto con grazia quando sentì il trambusto: “JingYi, dacci un taglio. Non fare tante storie e prendi semplicemente l’Insegna.”

Lan JingYi si lamentò: “SiZhui, non l’ho colpito veramente! Guardalo, sta rovinando la formazione delle insegne!”

 

Durante quel botta e risposta, Wei WuXian ebbe la possibilità di controllare l’Insegna di Attrazione Demoniaca nelle sue mani. I motivi erano disegnati correttamente e gli incantesimi erano completi. Non c’erano errori, quindi nulla sarebbe andato storto durante il loro utilizzo. Tuttavia, la persona che le aveva disegnate mancava di esperienza, quindi avrebbero attratto solo creature malvagie e Cadaveri Ambulanti che si trovavano nell’arco di 2500 metri[7]. Però, sarebbe dovuto bastare. Non ci dovrebbero essere state creature malvagie in un posto piccolo come il villaggio Mo.

Lan SiZhui gli sorrise: “Mo Gongzi[8], il cielo si sta facendo scuro e presto inizieremo a catturare i Cadaveri Ambulanti. Sarà pericoloso di notte, quindi è meglio per voi se tornate nelle vostre stanze.”

 

Wei WuXian lo studiò. Era raffinato e di bell’aspetto, con un portamento composto e un lieve sorriso. Wei WuXian gli diede la sua approvazione in silenzio. Le insegne erano disposte in modo preciso e in più i suoi modi erano rispettosi, il che lo rendeva un discepolo dall’incredibile potenziale. Non aveva idea di chi, all’interno di una Scuola così conservativa come quella di GusuLan, fosse capace di tirar su un simile apprendista.

Lan SiZhui parlò nuovamente: “Questa Insegna…”

Prima che potesse finire, Wei WuXian gettò l’Insegna di Attrazione Demoniaca a terra e sbuffò: “È solo un’Insegna, qual è il problema? Posso disegnare meglio di così!”

Corse via subito dopo aver gettato l’Insegna a terra. I ragazzi che stavano sul tetto si piegarono in due dalle risate, quasi cadendo giù, dopo aver sentito le sue ridicole parole. Anche Lan JingYi ridacchiò, sgomento dalla rabbia, mentre raccoglieva l’Insegna di Attrazione Demoniaca: “Che pazzo!”

 

Wei WuXian continuò a girovagare, senza fare nulla, e alla fine ritornò nel piccolo cortile che apparteneva a Mo XuanYu.

Ignorò il chiavistello rotto e il disordine per terra, scelse un punto relativamente pulito, e si sedette nuovamente nella Posizione del Loto.

 

Tuttavia, la sua meditazione fu interrotta, prima che divenisse giorno, da un rumore proveniente dall’esterno.

Una serie di passi affrettati che si avvicinarono, insieme a grida e urla. Wei WuXian sentì ripetere alcune frasi: “… Fate irruzione e trascinatelo fuori!” “Avvisate le guardie!” “Ma che ‘avvisate le guardie’? Pestatelo a morte!”

Aprì gli occhi e vide che alcuni servi erano già entrati.

L’intero cortile era in fiamme. Qualcuno gridò: “Trascinate quel pazzo assassino nella Sala Principale e fategli pagare con la vita!”

 

[1] Posizione del Loto: Posizione seduta a gambe incrociate per la meditazione.

[2] Il prefisso “A”: Può essere spesso trovato davanti ai nomi di servitori, figli e persone care. È un vezzeggiativo. Nel caso dei servitori, può indicare la posizione di “sottoposto a qualcun altro.”

[3] Cadaveri Ambulanti: Corpi mutati di basso livello.

[4] Cadavere alterato / Corpo mutato: Cadavere che ha ripreso vita. Ciò può accadere spontaneamente, a causa di una energia spirituale fortemente distorta, o per altre cause (tra cui l’intervento di praticanti delle arti oscure come i negromanti).

[5] Abiti da lutto: Nella tradizione cinese il bianco è il colore associato al lutto. Il rito funebre comprende numerosi elementi di colore bianco e anche il defunto ne è adornato. È comunque un colore associato alla purezza.

[6] Fratello minore: La società cinese del tempo conosceva la famiglia naturale – con vincoli di sangue – ma anche un concetto di famiglia allargata, agnatizia – che prescindeva dai vincoli di sangue e si basava invece su altri vincoli, come l’appartenenza a un Clan o a una stessa Scuola. Il termine usato per gli appartenenti alla stessa scuola è “shidi.” In questo caso è usata la parola “fratello” perché non si tratta di un Clan di Cultori – e perché la Signora Mo sta cercando di addolcire la situazione.

[7] 2500 metri: La versione originale è “a non più di cinque li.” Un li corrisponde a circa 500 metri. Condividiamo la scelta della traduttrice inglese di utilizzare un’unità di misura più facile da comprendere.

[8] Gongzi: Giovane Maestro. Per saperne di più potete controllare la tabella degli onorifici cinesi sul nostro blog a questo link: https://gmdsdtraduzione.home.blog/note-di-traduzione/onorifici-cinesi/



Vi presentiamo:

Lan JingYi!

Lanjingyi

E Lan SiZhui!

Lansizhui

 

Buone feste!

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